Farneta è una frazione di Cortona, si trova immersa nella campagna della Valdichiana e vanta di numerosi tesori. Uno dei più imponenti e famosi è sicuramente l’Abbazia di Farneta. E’ infatti un vero gioiello storico ed artistico antichissimo fondato dai Monaci Benedettini, l’edificio risale al IX secolo, di età preromana. Ha la forma di una croce senza il capo, una T in poche parole, ha le absidi rivolte verso oriente quindi verso la luce, simbolo del Redentore. Nel Medioevo venne visitata da Papi ed Imperatori e nel Cinquecento passò sotto il controllo dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore; col tempo purtroppo finì per essere sempre più lasciata andare e nell’Ottocento fu mutilata (fu abbattuto anche il campanile). Con il restauro tra il 1940 ed il 1944 fu riportata alla luce la sua semplicità preromanica ma la cosa che colpisce di più è la cripta. Essa fu riscoperta durante i lavori di restauro, in questa cripta venivano rinchiuse le persone affette da epidemie spaventose come la peste, per cui divenne ben presto una sorta di fossa comune. La sua forma è veramente particolare, ha le due celle laterali a forma di trifoglio mentre quella centrale è a forma di quadrifoglio.
La dignità di Abbazia le fu restituita negli anni Settanta del Novecento.

A Farneta è stato allestito un museo (MO.PA = Mostra Paleontologica dell’Unità Faunistica Farneta). Espone i reperti paleontologici precedentemente esposti nell’Antiquarium dell’Abbazia. Si tratta infatti di reperti fossili scoperti dall’abate di Farneta Don Sante Felici che fino alla sua morte ha raccolto e conservato durante gli scavi effettuati per la realizzazione dell’Autostrada del Sole e della rete ferroviaria ad alta velocità. Tra i reperti fossili di vertebrati terrestri e molluschi di acqua dolce, si possono ammirare quelli di Mammuthus meridionalis vestinus (il mammut di Farneta). Al museo sono associati numerosi sentieri paleontologici che attraversano la valdichiana e che a cavallo percorriamo sempre, grazie all’innumerevole ricchezza del nostro territorio.